LE PARTITE

CHELSEA - ROMA PRIMA e ... DOPO  by Roberto Cerrone

 

Chelsea - Roma

Messo qualche cerotto, arricchita l’infermeria e impoverita la classifica, si torna a giocare nella coppa più bella, quella che dà il titolo di essere i migliori in Europa, forse non ci riguarda il traguardo finale ma nel gruppo ci siamo ancora e chissà magari arriviamo a fare ancora qualche traguardo volante per dirla alla Nibali.

E’ già la terza volta che la nostra amata va nello stadio del Chelsea, lo Stamford Bridge, che prende il nome da una famosa battaglia avvenuta da queste parti nel 1066, sulla Fulham Road nel sud ovest di Londra, a due passi dal Tamigi. Il primo precedente, nello scorso millennio, era per la coppa Città delle Fiere e finì con un drammatico e perentorio 4 a 0 per loro, nel ritorno a Roma ci guadagnammo una bella squalifica del campo. Molto più recentemente, abbiamo giocato in Champions a casa loro, rimediando una sconfitta per 1 a 0 che non ci impedì di vincere il girone, al timone avevamo Spalletti, era il 4 novembre 2008 e ci fece gol un certo Terry, capitano che ora non sta più tra i Blues. Di quella Roma è rimasto il solo De Rossi. Per la storia, fummo eliminati al turno successivo da un’altra Londinese, l’Arsenal dopo una sequenza drammatica dei rigori. La finale si fece poi a Roma e vinse il Barcellona, olè.

Gli ottimisti di casa nostra ci dicono che andiamo a prendere schiaffi, vediamo come sarà alla fine. Certo hanno tanti campioni come Hazard e Morata e in panchina un allenatore che cerca di avere sempre il massimo da tutti, poi lo stadio e il pubblico a distanza di baci. Ma questa Roma è abituata ad affrontare tutte le situazioni, certo se avevamo tutti a disposizione era meglio, almeno per qualche cambio in corsa che ci aumenti in qualità e tigna, ma questo è il momento e gli infortuni a catena possono succedere, a noi un po’ più degli altri, ma anche i pali li colpiamo più degli altri, sfortuna? Può anche darsi che esista.

A Londra saremo in tanti a incitare la nostra Roma cercando di dare un piccolo aiuto insieme ai tanti Romanisti che vivono in una città che, nonostante gli assalti del terrorismo, è una delle più piacevole da vivere e scoprire, tutte le volte che ci si capita.

La nostra formazione, per questo c’è Di Francesco ma una richiesta la faccio, giocare a testa alta, capire a chi dare la palla e chi la deve ricevere, già detto in altre situazioni ma questa è l’unica critica che mi sento di fare, me lo permetto perché amo la Roma, i suoi giocatori, il suo allenatore, i suoi tifosi. Let’s go WIN. Forza ROMA!

Dopo_Chelsea - Roma

Grazie, ai giocatori in campo e in panchina, allo staff tecnico, ai dirigenti, ai tifosi, sia a quelli che stavamo a Londra sia a chi l’ha vista o sentita in tutto il resto del mondo, grazie per le emozioni che ci siamo dati tutti insieme, una serata da brivido anche se incredibilmente calda vista la latitudine. Ne parlavo con un grande tifoso della Roma, ci siamo emozionati specie noi non più giovanissimi.

La nostra Roma, perché il calcio è un bene comune e appartiene a tutti, avrebbe meritato di gran lunga la vittoria eppure ci siamo dovuti accontentare di un pareggio, prestigioso, dopo una gara iniziata benissimo, continuata con degli autolesionismi e finita alla grande. 3 a 3 dopo essere stati sotto di 2 e in vantaggio di 1, più emozioni di così?

Finalmente cominciamo a vedere una squadra che gioca tra i reparti, meccanismi ben oliati nell’officina Di Francesco anche se qualcuno ha bisogno di ulteriore liquido viscoso. Tutti sono stati bravi, Dzeko con una prestazione da Pallone d’Oro, Gonalons ha preso le redini in mezzo al campo e le geometrie si sono viste, Kolarov strepitoso che subito ci ha rimesso in corsa, Fazio con un lancio che ci ha ricordato il grande Ago ma anche gol che ci hanno fatto sognare e vincere (Samuel-Batistuta), Gerson sta crescendo come Jesus e aspettiamo ancora i migliori Strootman e Nainggolan. Peres una nota a parte, continua a sbagliare troppo, ci ha fatto perdere equilibri e le conseguenze si sono viste, ma ha anche fatto cose buone e un giocatore della Roma, specie in trasferta, non va mai fischiato e bene ha fatto Eusebio a lasciarlo in campo fino al triplice fischio. I tifosi presenti, ad eccezione dei fischi a Peres e qualche becero ululato (pochissimi) all’ingresso di Rudiger, sono stati eccezionali facendo sentire la propria passione in campo zittendo quelli del Chelsea, molto tiepidini.

Numeri. Per la prima volta usciamo imbattuti da Stanford Bridge e in più facciamo gol. Quelli scarsi del Qarabag (così dicono), fanno 0 a 0 con l’Atletico Madrid il che significa che a metà gare (2 in trasferta 1 in casa) abbiamo 5 punti, 2 in meno del Chelsea e non è giusto, 3 in più dell’Atletico. Non abbiamo fatto nulla, ma la strada è quella giusta. Dzeko è arrivato a quota 5 in Champions League, 59 in gare ufficiali con la nostra maglia, Kolarov è il 36° marcatore nella storia Romanista in CL, più altri 8 che hanno segnato in Coppa Campioni (quanto era bella…).

Sotto a chi tocca, Forza ROMA!

Roberto Cerrone Roma Club Gruppo Eni Utr

 

 

 

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