LE PARTITE

ROMA - Genoa by Roberto Cerrone PRIMA  e ... DOPO

 

Roma - Genoa

Da noi, da qualche anno a questa parte, l’aria di festa non viene digerita bene, c’è sempre un senso di insoddisfazione, se poi aggiungiamo che nella festa finale di questo campionato ci saranno addii importanti allora si capisce perché Roma ha quest’aria in questi giorni. Totti ci lascia? Ingordi l’abbiamo avuto tutto per noi per oltre 24 anni, in quanti tifosi al mondo possono sventolare un simile vanto? Poi la speranza che rimanga con un altro ruolo, c’è sempre. Noi siamo sempre presenti. Aspettiamo che sia tutto finito per capire se inizia qualcosa. Torniamo alla gara in titolo. Ai più, gli ottimisti, ricorda lo scudetto 1983 vinto proprio in casa loro grazie a Pruzzo, pareggiato dal loro Fiorini che li salvò, come fece qualche anno dopo salvando la Lazio dalla C, Giuliano Fiorini morto a soli 47 anni. Ma le gare con il Genoa, specie in casa non portano ricordi belli. La nostra unica retrocessione fu nel 1951 e la causa principe fu la sconfitta interna (campo neutro dell’Aquila) con loro che poi ci accompagnarono nella serie tanto cara ai nostri cugini. Peggio, la nostra unica sconfitta interna nel campionato di B, fu a carico Genoano ma alla fine arrivammo primi. Ancora, l’anno del primo nostro titolo, la sola sconfitta tra le mura della città eterna fu proprio con i liguri rossoblù. Ora andiamo a trovare le note liete, è dal 17 gennaio 1990 che non vincono nel nostro prato, 27 anni, mica pochi. Il prossimo sarà il 50 incontro tra Roma e Genoa con noi padroni di casa, nelle altre gare 36 nostre vittorie, solo 6 pareggi e 7 vittorie del Grifone Genoano. 97 gol Romanisti, 25 dei discendenti della Superba. L’anno scorso 2 a 0 per noi con reti di Florenzi e Sadiq, all’andata nostro successo per 1 a 0 con autorete di Izzo, prima di essere squalificato.

A Napoli già si grida alla congiura. Aspettate domenica sera. Poi, a proposito di congiure, ma sicuramente è solo un caso, il Napoli ha affrontato il maggior numero di squadre con giocatori squalificati, per esempio la Fiorentina aveva Astori e Borja Valero, la Sampdoria Muriel e Sala, solo per citare le 2 ultime partite e sapete come è stato espulso Muriel. Ci facciano il piacere. All’inizio di Roma genoa, ore 18.00, ci sarà anche un minuto di silenzio per ricordare un arbitro tra i più corretti, sicuramente errori ne ha fatti, dal comportamento in campo sempre consono e rispettoso dei tifosi. Una volta, mentre per lavoro mi trovavo nella
sede Eni di Genova, lo riconobbi e dissi quasi di riflesso, Farina! Lui mi sorrise e venne in suo soccorso una mia collega che, quasi per proteggerlo conoscendo la mia passione calcistica, quasi gridò, è mio marito. Qualche tempo dopo fu uno dei pochi arbitri usciti indenni da calciopoli, ne ero sicuro, aveva un sorriso troppo onesto.  Peccato, aveva ancora tanti anni da stare nel calcio e con la sua famiglia.

Forza ROMA!

Dopo_Roma - Genoa

Oggi non è come ieri, non lo è per Francesco, non lo è per noi tifosi Romanisti, non lo è per Roma, non lo è per il calcio, non lo è per chi ancora sorride a una battuta e per chi sa piangere per un’emozione. Totti è riuscito a salutarci in un teatro incredibile, il suo. Uno stadio pieno, una vittoria per l’Europa che conta conquistata al 90°, meritatamente perché siamo stati secondi per quasi tutto il campionato, e poi quei momenti finali lì vicino alla bandierina dove, come già tante volte nel passato, ha difeso la vittoria mantenendo la palla in quel fazzoletto diventato una sorta di orto personale dove coltivare punti per la Roma. Se non bastasse, ecco il gol del giovane genoano Pellegri, 25 anni in meno del capitano.

Il mio amico da sempre, Enzo Oliva, una volta ha scritto in un suo romanzo che “la vera vittoria è riuscire a separarsi da chi ti vuole vinto”, vero. Chi vuole vinto Francesco, è solo il tempo. Non sono stati altri perché l’immagine che abbiamo del nostro 10 è quella di grandi giocate, gol meravigliosi, traiettorie impensabili, invenzioni calcistiche degne del nostro Rinascimento. Tanta roba che è eterna e l’eternità non ha tempo, la tua è una grande vittoria, quella che vorremmo avere tutti ma che è riservato, come giusto che sia, a pochi, alle leggende, ai grandi figli di questa città anch'essa eterna e capace di vincere il tempo, nonostante il fuoco amico che cova nel suo interno.

Le parole di Totti mi hanno fatto pensare a tutti quelli che hanno accompagnato la sua carriera all’inizio e ora non ci sono più, tifosi conosciuti e non con i quali magari ci siamo abbracciati dopo un suo gol e a pensarci ne sono tanti. Dei suoi numeri come quelli della Roma ne parleremo nei prossimi giorni, in attesa di festeggiare i 90 anni della Roma il 7 giugno. Torniamo alla gara di ieri che ci ha portato diretti in Champions. La squadra, dopo 54 partite, è un po’ stanca e si può capire. Poi ci si è messo il gol lampo del Genoa, subito pareggiato da Dzeko, e l’infortunio gravissimo di Emerson Palmieri, l’ennesimo crociato della nostra stagione che va a colpire uno dei migliori per rendimento e che aveva finalmente conquistato il posto fisso e anche la nazionale. Poi una serie incredibile di errori sotto porta (Dzeko), l’entrata al 54’ di Totti a dare la carica, il sospirato pareggio di De Rossi su assist al bacio di Dzeko, ma ecco il pareggio Genoano che non ti aspetti, ecco un altro splendido assist di Dzeko per Perotti con il gol della vittoria. Poi la difesa dell’orto di Francesco, il triplice fischio di Tagliavento. Alla fine nessuno si muove per salutare il Capitano, e come gridò una volta Zampa, grazie mamma che mi hai fatto Romanista e io aggiungo perché così ho visto Totti, il migliore.

Forza ROMA!

Roberto Cerrone Roma Club Gruppo Eni Utr

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